Andrea Alfieri, un masterchef per Weedoo

“La cucina è da sempre la mia casa ed essere uno Chef è oggi per me una grande soddisfazione.” Andrea Alfieri

Classe 1974, Andrea Alfieri è Chef del Ristorante Macelleria Motta, Bellizago Lombardo (MI).

Nato a Milano da una famiglia di professori universitari ma il suo amore per la cucina l’ha portato a iscriversi all’Istituto Alberghiero Vespucci di Milano.
Da allora non ha mai abbandonato i fornelli, e la sua carriera è stata inarrestabile.
Da Executive Chef presso il Ristorante Yar di Milano prima, e il il Mozart Banqueting poi, al conseguimento delle “2 forchette” del Gambero Rosso, dall’apertura – sempre a Milano – del suo ristorante “Il Sempione42”, Alfieri è anche stato Executive Chef del “Majestic Gourmet Restaurant” a Madonna di Campiglio.

La sua caratteristica vincente è sempre stata una innata capacità di creare piatti in equilibrio tra tradizione e innovazione, nel pieno rispetto della cucina tipica italiana.
Noto per le sue partecipazioni televisive (Mediaset, Rai, Gambero Rosso Channel e Alice,), Andrea è socio di CHIC Charming Italian Chef.
Attualmente Andrea è chef del Ristorante Macelleria Motta a Bellinzago Lombardo, considerato parte della Storia delle eccellenze italiane, nonché uno tra i più rinomati fenomeni dell’alta ristorazione.

Oggi Weedoo è davvero lieto di annunciare che Andrea Alfieri, uno degli chef italiani più quotati e rinomati, è entrato a far parte della sua squadra, diventandone il Menu Manager.

Abbiamo intervistato Andrea, che con grande disponibilità e una passione davvero coinvolgente, ci ha raccontato come è nata questa collaborazione con il nostro ristorante di Limena.

Andrea Alfieri chef

1) Andrea, un masterchef come te, Milanese doc, conosciuto in tutta Italia…sei arrivato a Padova per diventare il MENU MANAGER di Weedoo. Come è successo?

R- In cucina è fondamentale la voglia di sperimentare, mettersi continuamente alla prova tentando nuove strade. La collaborazione con un locale come quello di Weedoo rappresenta questo per me. Quando sono stato contattato dallo staff di Weedoo e sono andato a vedere il posto, ho visto subito la possibilità di rivolgermi ad un pubblico diverso da quello del grande ristorante, pur mantenendo però uno standard di qualità elevato. E questa probabilmente è la sfida che mi ha stuzzicato maggiormente: rendere un hamburger un’esperienza sublime, cosa non certo facile.

2) Cosa ti ha colpito del progetto Weedoo?

R- Quello che mi è piaciuto subito del locale è stato senza dubbio l’ampiezza degli spazi, la cura dei particolari e la maniacale pulizia, lo spirito imprenditoriale di Luca, Alessandro e Girolamo. Quando poi mi hanno detto che si arriva ad avere anche 700 persone in sala, la voglia di provare ad esprimere le grandi potenzialità di Weedoo mi ha dato la spinta finale per decidere di collaborare.

3) Quali saranno le novità che hai in serbo per il menu di Weedoo da trasferire sulle prossime aperture ?    

R- La mia più grande passione in cucina è sempre stata quella di lavorare con i prodotti tipici locali trasformandoli, attualizzandoli attraverso diverse tecniche. Il punto di partenza sarà senza dubbio la realizzazione di un menù di hamburger creati utilizzando i prodotti del territorio. Valuteremo poi la risposta dei clienti per decidere quale sarà il passo successivo.
       
4) Le voci danno di prossime aperture soprattutto all’estero, il che testimonia che il modello Weedoo sia molto apprezzato per la sua caratterizzazione ma anche per la sua potenziale internazionalizzazione. Pensi di usare gli ingredienti tipici della cucina Veneta?

R- Una delle mie prime regole è sempre stata quella di utilizzare le materie prime che offre il territorio in cui si apre il ristorante. Quando ci saranno le nuove aperture, soprattutto all’estero, la sfida ricomincerà da capo, e decideremo, dopo uno studio approfondito della cultura culinaria locale, quale strada intraprendere per i vostri menù.

5) Sappiamo che tu sei un maniaco della formazione e della precisione. Sei in cucina come in TV?

R- In realtà in cucina sono molto peggio! Non transigo mai su ciò che riguarda precisione e soprattutto disciplina. Quello che arriva nelle nostre case dai programmi culinari che si vedono in televisione, non ha niente a che fare con il vero lavoro degli chef nei ristoranti. E’ un intermezzo divertente che ti permette di fare nuove esperienze e di farti conoscere, ma la cucina di un ristorante di un certo livello, assomiglia molto a quella di Hell’s Kitchen, più che a quella del Gambero Rosso.

6) Le tue esperienze sono le più varie, dal sushi, al seafood in generale e ovviamente i grandi primi e secondi. La clientela di Weedoo è particolarmente giovane, coppie con bimbi che amano un ottimo cibo ma non inutilmente ricercato. Credi sia un modello di successo anche per il futuro?

R- La cucina deve partire sempre dalle cose più semplici. L’innovazione non nasce dalle cose complicate, ma dai singoli ingredienti che possono fare grande un piatto. La clientela di un locale come quello di Weedoo, non è alla ricerca di piatti eccessivamente elaborati, vuole avere ben chiaro quello che sta mangiando. Ecco perché l’introduzione di prodotti genuini e territoriali, che le persone conoscono bene e mangiano abitualmente, sarà secondo me un’idea vincente.

Restate sintonizzati sul canale Weedoo, perché tra pochissimo sarà possibile gustare nel ristorante di Limena, i fantastici menù di hamburger “disegnati” dallo chef Andrea Alfieri.

Weedoo, easy food for Happy people!

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